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Conferme per la CAR-T tisagenlecleucel nella LLA a cellule B

A cura di Stefania Mengoni By Giugno 4, 2024No Comments
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Tisagenlecleucel è una terapia immunocellulare contenente cellule T autologhe geneticamente modificate ex vivo mediante un vettore lentivirale codificante un recettore chimerico per l’antigene anti-CD19 approvata per il trattamento di pazienti pediatrici e giovani adulti fino a 25 anni di età con leucemia linfoblastica acuta a cellule B refrattaria, in recidiva post-trapianto o in seconda o ulteriore recidiva.
Dallo studio pivot ELIANA, le caratteristiche del paziente trattato si sono ampliate includendo pazienti di età inferiore ai 3 anni, con recidiva isolata del sistema nervoso centrale o con una carica leucemica inferiore al 5%.
Un interessante studio presentato all’ASCO Meeting ha esaminato l’impatto di questa CAR-T sul percorso terapeutico dei pazienti a partire dall’approvazione dell’FDA nel 2017.
I dati sono stati raccolti nell’ambito di uno studio longitudinale prospettico non interventistico utilizzando il registro CIBMTR. I pazienti sono stati trattati negli Stati Uniti, in Canada, Corea o Taiwan.
Al 4 maggio 2023, 974 pazienti erano stati trattati con tisagenlecleucel. La storia della malattia primaria si è evoluta dal 2017. In particolare, il carico di malattia prima dell’infusione è diminuito (≥50%blasti: 18% nel 2018, 4% nel 2022) e una percentuale maggiore di pazienti ha ricevuto la terapia cellulare durante una remissione morfologica completa (34% nel 2018, 51% nel 2022).
Tra il 2018 e il 2022, la percentuale di pazienti alla terza o ulteriore ricaduta è diminuita (14% vs 2%, rispettivamente).
I pazienti di età ≥18 anni hanno avuto una maggiore precedente esposizione  a blinatumomab e inotuzumab rispetto ai pazienti di età inferiore ai 18: rispettivamente 27% vs 16% e 17% vs 7%. La percentuale di pazienti sottoposti a ≥1 trapianti di cellule staminali ematopoietiche  prima dell’infusione di tisagenlecleucel è diminuita (37% nel 2018, 15% nel 2022), in concomitanza con l’utilizzo di tisagenlecleucel nelle prime linee di terapia.
In totale, il 34,5% (314/911) dei pazienti veniva sottoposto a trapianto di cellule staminali emopoietiche post-infusione (i motivi del TCSE non sono stati rilevati per la maggior parte dei pazienti); l’8,5% (77/911) dei pazienti riceveva un TCSE post-infusione per trattare la recidiva, la malattia persistente/progressiva o la positività della malattia minima residua.
Sebbene il tasso complessivo di trapianto HSCT post-infusione non sia cambiato, i pazienti con citogenetica ad alto rischio hanno registrato una diminuzione della frequenza del trapianto. In precedenza, la maggior parte dei pazienti di età inferiore ai 3 anni con riarrangiamento di KMT2 riceveva un trapianto di  staminali ematopoietiche.
Dal 2017, solo il 16% (12/75) di questa popolazione era stato sottoposto a precedente HSCT,  nonostante il 72% (54/75) presentasse un riarrangiamento di KMT2A. Inoltre, dei pazienti con riarrangiamento, solo il 43% (23/53) aveva ricevuto un HSCT dopo l’infusione.
Con l’eliminazione dell’HSCT, la RFS mediana è migliorata: 18 mesi nel 2018, 27 mesi nel 2020 e non stimabile nel 2021. La OS non è stata sostanzialmente influenzata dalla censura per HSCT; le probabilità a 36 mesi (95% CI):
“I pazienti pediatrici e i giovani adulti con B-ALL r/r ricevono tisagenlecleucel in una fase precoce del trattamento della malattia, riducendo il ricorso al TCSE per la malattia r/r e prolungando la RFS“, hanno commentato gli autori.
Poiché sia i dati di real-world sia quelli degli studi clinici  supportano il potenziale curativo di tisagenlecleucel, il ricorso al trapianto HSCT nei pazienti con remissione dopo trattamento con CAR-T dovrebbe essere, quindi, attentamente valutato.

Bibliografia. Rouce RH, et al. Evolution of tisagenlecleucel use for the treatment of pediatric and young adult relapsed/refractory B-cell acute lymphoblastic leukemia: Center for International Blood & Marrow Transplant Research (CIBMTR) registry results. ASCO meeting; abstract #10016.