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Dati di real-world nel mieloma multiplo, troppe le differenze con gli studi registrativi?

By Dicembre 11, 2023No Comments
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I miglioramenti negli outcome dei pazienti con mieloma multiplo dipendono dall’utilizzo di regimi approvati sulla base dei risultati di ampi studi randomizzati e controllati di fase III che ne dimostrano l’efficacia. Tuttavia, molti dei pazienti trattati nel “real-world” non soddisfano i rigorosi criteri d’inclusione di questi studi. Pertanto, l’efficacia di questi farmaci nel contesto di RW è sconosciuta. Comprendere questo gap di efficacia è importante per contestualizzare i risultati attesi.
A tal fine, ad ASH 2023 è stato presentato uno studio retrospettivo che ha messo a confronto i dati d’efficacia di real-world rispetto a quelli degli studi registrativi in pazienti con mieloma multiplo che utilizzavano regimi “standard of care” (SoC) , prendendo in esame, in particolare, sopravvivenza libera da progressione, sopravvivenza globale ed eventi avversi gravi.

I dati di real-world sono stati ottenuti dall’Institute for Clinical Evaluative Sciences, un database amministrativo che raccoglie tutte le cartelle cliniche del sistema sanitario a finanziamento pubblico dell’Ontario, in Canada. Sono stati inclusi pazienti adulti trattati tra gennaio 2007 e dicembre 2020 con regimi SoC.
Sono stati inclusi solo i regimi testati in studi registrativi di fase III che hanno portato al rimborso pubblico: (lenalidomide/dex [Rd] e bortezomib/Rd [VRd] per i pazienti di nuova diagnosi non eleggibili al trapianto e, per quanto concerne la malattia recidivata, regimi che includevano carfilzomib/Rd [KRd], carfilzomib/dex [Kd], daratumumab/Rd [DRd], daratumumab/bortezomib/dex [DVd], pomalidomide/dex [Pd]).
Nella coorte analizzata la PFS è stata definita come il tempo trascorso dall’inizio del trattamento al decesso, all’inizio di  una nuova terapia o all’ultimo follow-up. Le curve di Kaplan-Meier degli RCT pivot di fase 3 sono state digitalizzate manualmente per fornire stime di PFS e OS a livello di singolo paziente. Sono state, inoltre, eseguite meta-analisi per confrontare il divario tra gli esiti di PFS e OS dei pazienti in RW rispetto a quelli in RCT e le stime dell’effetto sono state riassunte utilizzando gli hazard ratio.

Nello studio sono stati inclusi 3951 pazienti con MM RW, trattati con 7 regimi standard. Nel complesso, i pazienti della coorte RW erano più anziani rispetto a quelli degli RCT. Per quanto riguarda la malattia recidivata, si è registrato un tempo più lungo tra la diagnosi e l’inizio del trattamento nel mondo reale rispetto all’RCT.
Con riferimento al divario d’efficacia i pazienti con mieloma multiplo trattati nel “real world” presentavano outcome di PFS inferiori per 6 dei 7 regimi valutati. Ugualmente, i pazienti in RW presentavano una sopravvivenza globale inferiore  rispetto ai pazienti in RCT trattati con 6 dei 7 regimi. I pazienti recidivati/refrattari nella RW mostravano, invece, tassi più elevati di precedente esposizione a lenalidomide.

Per quanto riguarda la sicurezza, la percentuale di pazienti con ricovero ospedaliero durante il trattamento nella coorte real-world e gli AE gravi riportati nell’RCT erano comparabili (VRD 57% vs non riportato [NR]; Rd 64% vs NR; Kd 57% vs 59%; KRd 53% vs 60%; DVd 36% vs NR; DRd 46% vs 49%; Pd 59% vs 61%).

“Si tratta di uno dei più ampi studi a livello di popolazione che  evidenzia un significativo gap d’efficacia tra studi registrativi e utilizzo di questi regimi in real-world, con i pazienti di RW che presentano una progression-free survival  inferiore del 44% e una overall survival inferiore del 75% rispetto ai pazienti in RCT”, sottolineano gli autori.
Questi dati sottolineano l’importanza di una valutazione continua dei dati sulla RW per contestualizzare l’efficacia e la tossicità di regimi selezionati in clinica e informare meglio sia i medici sia i pazienti e prendere decisioni condivise sul trattamento.