
Alla vigilia dell’American Society of Hematology (ASH) Annual Meeting di Orlando, un articolo pubblicato su JCO Global Oncology richiama con forza la comunità ematologica internazionale a un impegno concreto per la riduzione delle disuguaglianze globali nell’accesso alla conoscenza. Lo studio – firmato da Leyfman e colleghi – analizza l’impatto di MedNews Week (MNW), una piattaforma virtuale volontaria nata per offrire formazione onco-ematologica gratuita, verificata e soprattutto accessibile in tutto il mondo.
Lo scenario da cui muove l’indagine è quello, ormai noto, della crescente dipendenza dai social media per informarsi in ambito oncologico: il 77% dei pazienti usa regolarmente le piattaforme digitali per cercare notizie sulla salute, ma circa un terzo dei contenuti ha caratteristiche di misinformation. La conseguenza è duplice: rischio clinico e un’ulteriore amplificazione delle barriere geografiche ed economiche all’educazione medica. Cresce il bisogno di un’informazione affidabile e accessibile ovunque, non solo nei Paesi affluenti.
MNW si inserisce proprio in questo spazio, con un modello dichiaratamente indipendente, gratuito e privo di sponsorizzazioni, nato per superare gli ostacoli che spesso impediscono a professionisti e pazienti dei Paesi a risorse limitate di accedere a un’informazione specialistica aggiornata.
Lo studio analizza 36 keynote onco-ematologici diffusi su X, YouTube, LinkedIn e Clubhouse tra gennaio 2022 e giugno 2023. I risultati sono eloquenti: 743.991 partecipanti unici raggiunti in 95 Paesi, 23 dei quali classificati come a basso o medio reddito, registrando una crescita di 10,5 volte dell’audience nel corso dei 18 mesi.
La heatmap e i grafici pubblicati nell’articolo mostrano una presenza significativa anche nelle aree tradizionalmente sotto-rappresentate nella formazione continua (Africa occidentale, Sud Asia, America Latina). In un contesto di persistente disuguaglianza formativa globale, questi dati indicano l’esistenza di una domanda insoddisfatta e la capacità, da parte di strumenti digitali ben progettati, di colmarla almeno in parte.
Il lavoro dedica particolare attenzione alla rappresentanza di genere: 18 relatrici e 18 relatori, provenienti da 11 Paesi e con un H-index medio di 50,1, un caso raro di parità di genere fra i relatori.
I dati di engagement non mostrano differenze significative tra programmi gestiti da donne e da uomini (anche in termini di visualizzazioni successive), a conferma che la qualità percepita dei contenuti supera ogni bias implicito sul genere del relatore. In un momento in cui la letteratura continua a segnalare una sistematica sottorappresentazione delle donne come invitate ai congressi internazionali di medicina – inclusa l’oncologia – l’esperienza MNW offre un modello immediatamente replicabile.
L’audience di MNW non è composta solo da specialisti: per il 40% da operatori sanitari e ricercatori; per il 22% pazienti e caregiver; per il 18% studenti e per il 20% stakeholder non clinici (comunicazione, industria, decisori). Questa composizione – evidenziata nelle tabelle dello studio – suggerisce che la diffusione di contenuti gratuiti e verificati può diventare un fattore strategico di alfabetizzazione sanitaria per fasce sociali spesso escluse dalle reti formative tradizionali.
Perché questo studio è rilevante proprio oggi, all’apertura dell’ASH? Perché l’ASH di quest’anno si apre, come sempre, sotto il segno dell’innovazione terapeutica e della complessità crescente della ricerca ematologica. Ma la riflessione sollecitata da Leyfman et al. invita a un’ulteriore consapevolezza: l’eccellenza scientifica perde di efficacia se non è accompagnata da un impegno altrettanto forte sul fronte dell’equità educativa. Tre punti emergono con particolare forza per la comunità ematologica:
- Le piattaforme digitali indipendenti possono ridurre rapidamente il divario formativo tra Paesi ad alto e basso reddito, raggiungendo i professionisti che difficilmente accedono ai grandi congressi internazionali.
- Contrastare la misinformazione è parte integrante del lavoro clinico, specialmente per i tumori del sangue, dove il paziente cerca spesso online spiegazioni su terapie complesse.
- Garantire parità di rappresentanza nei panel educativi non è solo un tema di giustizia professionale, ma un modo per migliorare la qualità complessiva del discorso scientifico.
Il lavoro dimostra che un modello educativo digitale, gratuito, indipendente e attento alla rappresentanza può diventare un vero strumento di riequilibrio globale. In un settore come l’emato-oncologia, dove l’innovazione è rapida ma non equamente distribuita, piattaforme come MNW possono contribuire a costruire ponti concreti tra centri ad alta specializzazione e contesti sottodotati. Un messaggio che risuona con particolare urgenza proprio mentre iniziano i lavori dell’ASH 2025.





