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Rischio trombotico nei pazienti con linfoma di Hodgkin, un nuovo modello

A cura di Giulia Volpe By Giugno 15, 2023Maggio 7th, 2024No Comments
Dai congressi

I punteggi Thrombosis Lymphoma (ThroLy) e Khorana sono stati concepiti per prevedere il rischio trombotico basale nei pazienti con linfoma e cancro, rispettivamente. Attualmente, non esistono indicazioni univoche sulla profilassi della trombosi nei pazienti con linfoma di Hodgkin, che è per lo più guidata dal giudizio clinico.

Una ricerca presentata all’ultima edizione dell’EHA Meeting a preso in esame la validità dei punteggi ThroLy e Khorana andando inoltre ad identificare ulteriori potenziali fattori di rischio per eventi trombotici (ET) nei pazienti con LH.

Pazienti con HL di nuova diagnosi dal 2018 al 2020 sono stati inclusi in uno studio multicentrico retrospettivo. L’analisi statistica è stata eseguita con analisi univariata (χ2-test; curva di Kaplan-Meier) e multivariata (modello di regressione COX).
Sono stati inclusi 191 pazienti con LH che non avevano ricevuto profilassi per la trombosi. Il follow-up mediano è stato di 28 mesi (range 6-57). Secondo i criteri di Khorana, i pazienti a rischio intermedio erano l’80,1% (n=153), quelli ad alto rischio il 19,9% (n=38).
Secondo il ThroLy score, i pazienti a basso rischio erano il 36,6% (n=70), a rischio intermedio il 47,6% (n=91) e ad alto rischio il 15,7% (n=30). Venticinque andavano effettivamente incontro ad un evento trombotico (13,2%) a 3 mesi dalla diagnosi (range1-17).

Veniva riscontrata un’associazione significativa tra il punteggio ThroLy e il rischio trombotico: gli eventi trombotici sono stati osservati nel 30% (9/30) dei pazienti ad alto rischio, nel 12,1% (11/91) e nel 7,4% (5/68) dei casi a rischio intermedio e basso, rispettivamente (p0,003). Veniva analizzato ogni singolo fattore di rischio incluso nel punteggio ThroLy. La malattia extranodale presentava un’associazione significativa con gli ET: 23% (17/74) vs 6,8% (8/117) dei pazienti senza coinvolgimento extranodale.
Il coinvolgimento mediastinico si confermava, inoltre, un fattore prognostico significativo: il 19% dei pazienti sviluppava un evento trombotico vs 8,9% (10/112) dei pazienti senza coinvolgimento mediastinico.

I pazienti con ECOG performance status (PS) 2-4 presentavano il più alto tasso di eventi, 46,7% (7/15) vs 10,2% (18/176) dei pazienti con ECOG 0-1 (p 0,002).
Al contrario, anemia, BMI e neutropenia alla diagnosi non erano confermati come fattori prognostici nell’analisi univariata. I pazienti con malattia bulky alla diagnosi, indipendentemente dalla sede anatomica, mostravano un tasso di trombosi del 30% (9/30) rispetto al 10% dei pazienti senza malattia tale caratteristica patologica (16/161).
In un’analisi multivariata che includeva il ThroLy score e altri fattori di rischio significativi si è confermato l’impatto prognostico indipendente sul rischio di eT della malattia “bulky” (indipendentemente dalla sede anatomica), del coinvolgimento extranodale, del coinvolgimento mediastinico e dell’ECOG PS 2-4.
Sulla base di questi 4 fattori di rischio significativi, i ricercatori hanno proposto un nuovo modello di rischio (chiamato HL-ThroLy): il basso rischio era definito dall’assenza di qualsiasi fattore di rischio, il rischio intermedio dalla presenza di 1 fattore di rischio e il rischio alto dalla presenza di uno o più fattori di rischio. I pazienti ad alto rischio avevano il 29% di TE (16/56), quelli a rischio intermedio il 9,3% (7/73) e quelli a basso rischio il 3,3% . Confrontando lil punteggio ThroLy convenzionale con il ThroLyHL, quest’ultimo si riveleva un predittore indipendente eventi trombotici.

“Queste evidenze dimostrano che il punteggio ThroLy è in grado di predire il rischio trombotico nei pazienti con linfoma di Hodgkin”, spiegano gli autori. “Proponiamo, quindi,  lo score HL-Throly facilmente applicabile e specifico per la malattia, che include 4 parametri correlati al paziente e facilmente valutabili dal medico nella routine quotidiana. Se validato in uno studio prospettico, l’HL-Throly potrebbe confermarsi uno strumento utile per determinare quali pazienti possano beneficiare maggiormente della profilassi primaria sin dalla diagnosi”.