Disparità di genere in ematologia, c’è ancora molto da fare

By Giugno 15, 2025Giugno 19th, 2025No Comments
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In occasione del Congresso EHA 2025 è stato presentato uno studio internazionale che analizza la demografia di genere e le opportunità di carriera in ematologia, evidenziando importanti diseguaglianze a sfavore delle donne in ambiti come la leadership accademica e la ricerca clinica. Lo studio, promosso dall’organizzazione globale Women in Lymphoma (WiL) in collaborazione con l’iniziativa HERmatology, ha coinvolto 237 ematologi provenienti da 34 paesi, di cui 182 donne e 55 uomini, tramite un questionario online somministrato tra ottobre e dicembre 2024.

I dati emersi mostrano che, sebbene le donne costituiscano una percentuale significativa della forza lavoro in ematologia (53% [51–56] contro 47% [44–49] degli uomini), i ruoli di leadership sono ancora prevalentemente ricoperti da uomini: capi dipartimento 60% uomini contro 40% donne, supervisori diretti 59% uomini contro 41% donne.
A livello geografico, la rappresentanza femminile nelle strutture ematologiche è maggiore in Europa e nel Resto del Mondo (61% e 55%, rispettivamente) rispetto agli Stati Uniti (43%, p<0,1), mentre i ruoli apicali sono dominati da uomini in USA e Europa rispetto al ROW (67% e 72% contro 51%, p<0,05).

Nell’ambito della ricerca clinica, le donne risultano significativamente meno coinvolte come “principal investigator” in studi sponsorizzati negli ultimi 12 mesi (2,1 vs 0,9, p<0,1), senza differenze significative nel ruolo di “site investigator” (3,4 vs 2,4, p=0,2), né nella partecipazione o leadership in studi accademici o di gruppi di cooperazione. Un trend analogo emerge anche per quanto riguarda le occasioni di visibilità scientifica: meno inviti a scrivere articoli (2,7 vs 4,2, p=0,15) e minori riconoscimenti pubblici da parte di colleghi senior (1,1 vs 1,9, p=0,15).

Un altro dato rilevante riguarda il mentoring: le donne hanno riportato una minore probabilità di avere un mentore clinico (p<0,1) o di carriera (p<0,1), con una differenza particolarmente marcata in Europa (p=0,03). Tuttavia, le ematologhe nelle fasi iniziali della carriera riferiscono un accesso migliore al mentoring rispetto a quelle senior. Tra i fattori maggiormente scoraggianti per le donne verso una carriera in ematologia figurano: responsabilità familiari o di caregiving (86%) e scarsità di modelli femminili nei ruoli di leadership (59%).

Da queste evidenze emerge che, nonostante un’ampia presenza femminile nella pratica clinica ematologica, persistono disuguaglianze di genere sistemiche, specialmente nei ruoli di leadership, nella ricerca sponsorizzata e nell’accesso al mentoring. I risultati dello studio dimostrano l’urgenza di adottare misure concrete per promuovere l’equità di genere in ematologia, con l’invito a estendere l’indagine a un campione più ampio attraverso il coinvolgimento delle società scientifiche del settore.

Bibliografia. Broussais Guillaumot F, et al. Investigating global gender demographics and equity among hematologists, EHA Meeting 2025; abstract: #S326.