Ph+ ALL: risposte molecolari profonde e durature con ponatinib

By Giugno 12, 2025Giugno 13th, 2025No Comments
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Presentata in occasione del Meeting EHA 2025 un’analisi post hoc dello studio di fase 3 PhALLCON, che confronta l’utilizzo in prima linea di ponatinib verso imatinib in combinazione con chemioterapia a intensità ridotta in pazienti adulti con leucemia linfoblastica acuta Philadelphia-positiva (Ph+ ALL) di nuova diagnosi.
L’endpoint primario dello studio è stato raggiunto, dimostrando una superiorità significativa del ponatinib rispetto a imatinib nel raggiungimento della negatività della malattia minima residua (MRD-neg; BCR::ABL1IS ≤0,01%) con remissione completa al termine dell’induzione (EOI;34,4% vs 16,7%; P=0,002), mantenendo un profilo di sicurezza sovrapponibile tra le due molecole.

Questa analisi ha incluso pazienti con trascritti BCR::ABL1 p190/p210 al basale che non avevano raggiunto la MRD-negatività al termine dell’induzione. Su 232 pazienti randomizzati (ponatinib/imatinib: 154/78), 140 non erano MRD-negativi.
Di questi, 113 hanno proseguito il trattamento: 48 hanno raggiunto la MRD-negatività (MR4 o superiore) dopo il giorno 1 del ciclo 4 (C4D1).

I 48 pazienti con MRD-negatività dopo C4D1 presentavano le seguenti caratteristiche: età ≥60 anni: 33%, età mediana: 54 anni, sesso femminile: 60%, ECOG 0/1: 46%/54%, p190/p210: 71%/29%. La durata mediana della MRD-negatività non è stata raggiunta con ponatinib, mentre è stata di 3,8 mesi con imatinib. Complessivamente, 16 pazienti (10 con ponatinib, 6 con imatinib) venivano sottoposti a trapianto di cellule staminali ematopoietiche.

Tra i 140 pazienti che non avevano raggiunto la MRD-negatività al termine dell’induzione, la sopravvivenza libera da eventi (EFS) mediana non è stata raggiunta con ponatinib, ed è stata di 24,8 mesi con imatinib; l’EFS a 2 anni è risultata dell’82% con ponatinib e del 62% con imatinib. Nei 48 pazienti con MRD-negatività dopo C4D1, l’EFS mediana era non raggiunta per entrambi i bracci, ma con EFS a 2 anni dell’88% con ponatinib e dell’80% con imatinib.

In termini di sicurezza, nei 140 pazienti non MRD-neg al termine dell’induzione, gli eventi avversi si sono verificati nel 100% dei pazienti trattati con ponatinib e nel 98% di quelli con con imatinib (grado ≥3: 91% vs 94%).

Da queste evidenze emerge che i pazienti che non avevano raggiunto la MRD-negatività al termine dell’induzione hanno ottenuto risposte molecolari più profonde e durature con ponatinib rispetto a imatinib dopo C4D1, con un miglioramento apparente della EFS a 2 anni. I risultati dello studio dimostrano il beneficio clinico e la tollerabilità del proseguimento del trattamento con ponatinib in questi pazienti.

Bibliografia. Gambacorti-Passerini, et al. Achievement of MRD negativity after end of induction with ponatinib and imatinib in the phase 3 PhALLCON trial: a post hoc analysis. EHA Meeting 2025; abstract: #S116.