Anemia aplastica severa r/r: outcome a lungo termine dopo fallimento della prima linea

By Giugno 13, 2026No Comments
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Nel corso di una sessione orale dell’EHA Congress 2026 sono stati presentati nuovi dati sugli esiti a lungo termine dei pazienti con anemia aplastica severa acquisita (SAA) recidivata o refrattaria, evidenziando come le opzioni terapeutiche attualmente disponibili dopo il fallimento della terapia di prima linea siano associate a una durata della risposta spesso limitata e alla necessità di ulteriori interventi terapeutici, incluso il trapianto allogenico di cellule staminali emopoietiche .

L’analisi, condotta presso il National Institutes of Health (NIH), rappresenta la più ampia coorte retrospettiva finora pubblicata in questo setting clinico e ha incluso 296 pazienti, di cui 146 con malattia recidivata e 150 refrattari alla terapia immunosoppressiva iniziale basata su ATG. L’anemia aplastica severa acquisita viene tradizionalmente trattata con trapianto allogenico o terapia immunosoppressiva comprendente globulina anti-timocitaria (ATG) e ciclosporina, con o senza eltrombopag, ma una quota significativa di pazienti non ottiene una risposta adeguata o va incontro a recidiva dopo una risposta iniziale.

Le caratteristiche cliniche dei due gruppi erano sostanzialmente sovrapponibili, con età mediana rispettivamente di 34 e 29 anni nei pazienti recidivati e refrattari. Inoltre, il 43% dei pazienti recidivati e il 12% dei refrattari aveva ricevuto in prima linea la combinazione di ATG, ciclosporina ed eltrombopag.

Nei pazienti che avevano sviluppato una recidiva, le strategie terapeutiche di seconda linea comprendevano prevalentemente terapie orali basate su ciclosporina, eltrombopag o danazolo, oltre ad alemtuzumab, ulteriori cicli di immunosoppressione con ATG o il ricorso al trapianto. Dopo un follow-up mediano di 8,3 anni, la sopravvivenza globale (OS) a 5 anni dell’intera coorte è risultata pari all’88%.

Le terapie orali, utilizzate in oltre il 60% dei casi, hanno determinato un tasso di risposta globale del 67,4%, con una relapse-free survival (RFS) a 5 anni del 74% e una sopravvivenza globale del 91,2%. Tuttavia, la event-free survival a 5 anni si è fermata al 38,4%, indicando che molti pazienti hanno successivamente richiesto ulteriori trattamenti o sono andati incontro a nuovi eventi clinici rilevanti.

Nei pazienti sottoposti a una seconda terapia immunosoppressiva completa, l’ORR è stato del 67,8% con regimi basati su ATG e del 48,0% con alemtuzumab. Nonostante queste percentuali iniziali di risposta, la durata del beneficio clinico è apparsa modesta. A cinque anni dall’inizio della terapia, la RFS è risultata pari al 30,8% con ATG e al 44,4% con alemtuzumab, mentre l’EFS è stata rispettivamente del 23,7% e del 26,0%. La sopravvivenza globale a 5 anni è stata del 76,5% nei pazienti trattati con ATG e dell’81,5% in quelli trattati con alemtuzumab.

Lo scenario è apparso ancora più critico nei pazienti refrattari alla prima linea. In questa popolazione le opzioni di seconda linea includevano terapie orali, alemtuzumab, ulteriori trattamenti immunosoppressivi basati su ATG e HSCT. Dopo un follow-up mediano di 5,5 anni, la sopravvivenza globale a 5 anni è risultata pari al 69%, significativamente inferiore rispetto a quella osservata nei pazienti recidivati.

Anche i tassi di risposta si sono dimostrati più contenuti. L’ORR è stato del 50,0% con le terapie orali, del 27,4% con ATG e del 28,6% con alemtuzumab. Le corrispondenti percentuali di sopravvivenza globale sono risultate pari al 54,9%, 70,6% e 67,9%, confermando le difficoltà terapeutiche associate alla malattia refrattaria.

Nel complesso, i risultati indicano che, pur in presenza di risposte iniziali relativamente elevate nei pazienti con recidiva, la loro durata rimane spesso insufficiente e meno della metà dei pazienti mantiene un controllo stabile della malattia nel lungo termine dopo trattamento con ATG o alemtuzumab. Lo studio conferma inoltre la limitata efficacia di ulteriori strategie immunosoppressive nei pazienti refrattari, evidenziando la necessità di sviluppare nuove opzioni terapeutiche e di ottimizzare il ricorso al trapianto nelle popolazioni a più alto rischio.

Bibliografia. Hoff F, et al. Long-term outcomes in patients with relapsed or refractory severe aplastic anemia. EHA Congress 2026; #S178.