Nuove evidenze per la CAR22 nei linfomi non-Hodgkin

By Giugno 13, 2026No Comments
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Presentati in sessione orale all’EHA Congress 2026 i risultati di uno studio di fase Ib che valutano una terapia con cellule CAR T dirette contro il CD22 (CAR22) in pazienti con linfoma follicolare, linfoma mantellare e altri sottotipi di linfoma non-Hodgkin (NHL) ad alto rischio, fortemente pretrattati e, in molti casi, già esposti a precedenti terapie CAR T anti-CD19.

L’analisi evidenzia un’attività clinica particolarmente promettente della strategia CAR22, associata a una tossicità neurologica minima e all’assenza di eventi severi di sindrome da rilascio di citochine, neurotossicità associata alle cellule effettrici immunitarie o sindrome emofagocitica associata alle cellule effettrici immunitarie .

Il razionale dello sviluppo di CAR22 deriva dalla necessità di nuove opzioni terapeutiche per i pazienti che progrediscono dopo terapia CAR T anti-CD19. In questo setting, infatti, la prognosi rimane sfavorevole. L’antigene CD22 risulta frequentemente espresso nei linfomi a cellule B e rappresenta pertanto un target terapeutico di interesse. Dati precedenti ottenuti negli LBCL recidivati o refrattari dopo CAR19 avevano già mostrato tassi di risposta globale del 68% e di remissione completa del 53%, con una sopravvivenza globale mediana di 25,7 mesi.

Nella coorte attuale sono stati trattati 24 pazienti tra aprile 2024 e gennaio 2026: 10 con linfoma follicolare, 8 con linfoma mantellare, 2 con linfoma della zona marginale (MZL), 1 con linfoma di Burkitt, 1 con linfoma linfoplasmocitico e 2 con linfoma diffuso a grandi cellule B. L’età mediana era di 65 anni e la popolazione presentava caratteristiche biologiche e cliniche ad alto rischio.

I pazienti con FL comprendevano casi POD24 e soggetti precedentemente trattati con CAR19; quelli con MCL presentavano alterazioni di TP53, cariotipo complesso o precedente esposizione a CAR19. Il numero mediano di linee terapeutiche ricevute prima dell’infusione di CAR22 era pari a 3 nel FL, 4 nel MCL e 6 negli altri sottotipi di NHL.

Con un follow-up mediano di 9,9 mesi, la migliore risposta globale (ORR) è risultata pari al 92% (22/24 pazienti), mentre il tasso di remissione completa (CRR) ha raggiunto l’83% (20/24 pazienti).

L’analisi per sottotipo ha mostrato risultati particolarmente rilevanti:

  • Linfoma follicolare: ORR 100%, CRR 100%
  • Linfoma mantellare: ORR 100%, CRR 88%
  • Linfoma della zona marginale: ORR 50%, CRR 50%
  • Linfoma di Burkitt: ORR 0%, CRR 0%
  • Linfoma linfoplasmocitico: ORR 100%, CRR 0%
  • LBCL: ORR 100%, CRR 100%

Un dato di particolare interesse riguarda la negativizzazione della malattia minima residua (MRD), ottenuta in 7 degli 8 pazienti con MCL valutabili, suggerendo una profonda attività antitumorale della piattaforma CAR22 in questa patologia.

Dal punto di vista della sicurezza, non sono stati osservati casi di CRS, ICANS o IEC-HS di grado ≥3. La CRS di grado 1-2 è stata registrata nel 75% dei pazienti, prevalentemente di grado 2; ICANS si è verificata nell’8% dei casi, esclusivamente di grado 1, mentre IEC-HS di grado 1-2 è stata osservata nel 33% dei pazienti.

Le incidenze di CRS nei pazienti con FL, MCL e altri NHL sono risultate rispettivamente pari all’80%, 75% e 66%, mentre ICANS è stata riportata nel 10%, 13% e 0% dei casi. L’incidenza di IEC-HS è stata del 20%, 50% e 33%, rispettivamente.

Durante il follow-up, sette pazienti hanno presentato progressione di malattia dopo una risposta iniziale. In cinque casi è stata eseguita una nuova biopsia e quattro di questi hanno mostrato una riduzione o una perdita dell’espressione di CD22, suggerendo che l’escape antigenico possa rappresentare uno dei principali meccanismi di resistenza alla terapia.

Le analisi farmacodinamiche hanno evidenziato un picco di espansione delle CAR22 tra il giorno +14 e il giorno +21 dopo l’infusione, senza differenze significative tra i diversi sottotipi istologici.

Nel complesso, i risultati confermano che la terapia CAR22 è in grado di indurre remissioni complete profonde nei pazienti con linfomi non-Hodgkin ad alto rischio, inclusi soggetti già esposti a CAR T anti-CD19, mantenendo un profilo di tollerabilità particolarmente favorevole. Secondo gli autori, questi dati supportano l’ulteriore sviluppo clinico delle CAR22 come possibile strategia terapeutica per superare la resistenza alle CAR T dirette contro CD19.

Bibliografia

Frank MJ et al. CD22-directed CAR T-Cells induce high rates of complete remissions with minimal neurotoxicity in hgh-risk follicular lymphoma, mantle cell lymphoma, and other non-Hodgkin Lymphoma subtypes. EHA Congress 2026; #S230.