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Il quando, il come e il perché della terapia con CAR-T

By Ottobre 7, 2019Ottobre 8th, 2021No Comments
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La terapia con CART è disponibile in Europa per il trattamento dei pazienti giovani adulti (fino a 25 anni di età) e pediatrici affetti da leucemia linfoblastica acuta B refrattaria o ricaduta dopo due linee di trattamento e dei pazienti adulti affetti da linfoma non Hodgkin diffuso a grandi cellule B e linfoma non Hodgkin primitivo del mediastino refrattario o ricaduto dopo due linee di terapia. Il potenziale vantaggio è la possibilità di eseguire un trattamento di possibile efficacia in pazienti che non hanno alternative terapeutiche dal punto di vista delle terapie standard (chemio e radioterapia). I dati consolidati a medio-lungo termine mostrano che il 50% di pazienti con leucemia linfoblastica acuta e il 35% dei linfomi non Hodgkin diffusi a grandi cellule B hanno un controllo duraturo della malattia che potrebbe corrispondere a guarigione.

Il trattamento si effettua mediante la somministrazione endovenosa dei linfociti T ingegnerizzati per attivare il sistema immunitario contro le cellule tumorali. La somministrazione è preceduta, circa un mese prima dell’infusione, dalla raccolta dei linfociti del paziente mediante linfocitoaferesi, cioè collegando una macchina che centrifuga il sangue e raccoglie i linfociti attraverso due vene (una per l’uscita e un’altra per il ritorno). Questi vengono poi inviati al di fuori dell’ospedale per essere modificati in laboratorio. Tre giorni prima dell’infusione il paziente deve ricevere un breve ciclo di chemioterapia e poi riceve i linfociti che nel frattempo sono stati geneticamente modificati e reinviati al centro dove il paziente è ricoverato. Il trattamento prevede che il paziente sia ricoverato per circa due settimane in un centro specializzato per la terapia con CAR-T.

I possibili effetti collaterali che sono stati osservati sono la sindrome da rilascio citochinico e gli effetti avversi neurologici. La sindrome da rilascio citochinico è legata all’attività delle CAR-T e può presentarsi in circa il 25% dei pazienti con febbre molto alta, abbassamento della pressione, difficoltà respiratorie e insufficienza renale. I disturbi neurologici possono comparire in forma di cefalea, difficoltà a parlare, disorientamento, confusione, crisi epilettiche. Attualmente si sta lavorando per l’ampliamento delle indicazioni della terapia ad altre patologie ematologiche, come ad altri linfomi, al mieloma multiplo e alla leucemia linfatica cronica. Tuttavia, ci sono anche degli studi attivati su alcuni tumori solidi.