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DLBCL R/R, importanti conferme per l’anticorpo bispecifico glofitamab

Intervista a Paolo Corradini By Aprile 15, 2024No Comments
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Importanti novità nel trattamento del linfoma diffuso a grandi cellule B  recidivante o refrattario: l’Agenzia Italiana del Farmaco ha approvato glofitamab, anticorpo bispecifico sviluppato per il trattamento di pazienti adulti con DLBCL R/R dopo due o più linee di terapia sistemica.

Glofitamab è un nuovo tipo di immunoterapia: è l’unico anticorpo monoclonale bispecifico disponibile ad oggi con una configurazione 2:1 che gli permette di avere una regione che lega il CD3 e due regioni che legano il CD20 creando una sinapsi immunologica tra linfocita T e la cellula B tumorale, con conseguente attivazione diretta delle cellule T, rilascio di proteine citotossiche ed eliminazione delle cellule B tumorali.
Il suo meccanismo d’azione lo rende particolarmente efficace ed in grado di indurre risposte complete, veloci e durature nei pazienti con linfomi fortemente pretrattati e/o refrattari alle precedenti terapie incluse le CAR-T. Inoltre, la sua somministrazione per un periodo di tempo fisso (12 cicli da 21 giorni, pari a circa 8 mesi) consente ai pazienti di sapere quando il trattamento terminerà.

Le caratteristiche peculiari di glofitamab sono quindi la durata fissa del trattamento oltre al fatto di essere una monoterapia chemio-free e pronta all’uso, a differenza di altre opzioni terapeutiche che necessitano lunghi tempi di preparazione e manipolazione cellulare prima di iniziare il trattamento e ciò è particolarmente importante per i pazienti ad alto rischio di progressione della malattia consentendo loro di beneficiare di un trattamento senza ritardi nell’avvio della terapia.

I pazienti affetti da DLBCL fortemente pretrattati o refrattari avevano purtroppo poche alternative terapeutiche. Negli ultimi anni il panorama terapeutico si è arricchito di nuove terapie innovative ed efficaci e l’approvazione di glofitamab rappresenta una di queste innovazioni”, ha affermato Paolo Corradini, Professore Ordinario di Ematologia all’Università degli Studi di Milano. “I dati di glofitamab confermano l’importante ruolo degli anticorpi bispecifici CD3xCD20 nel trattamento dei linfomi non Hodgkin B sia aggressivi sia indolenti, mostrando come una terapia a durata definita possa determinare risposte complete e durature anche dopo il termine del trattamento. In quest’ottica si conferma anche il razionale di studi clinici in corso, in cui gli anticorpi bispecifici vengono testati in strategie di combinazione nelle linee di trattamento precoci del DLBCL e del linfoma follicolare.

L’approvazione della terapia da parte di AIFA si basa sui risultati dello studio registrativo di fase I/II NP30179. Tale studio, con un follow-up mediano aggiornato di 32,1 mesi, ha dimostrato come glofitamab, somministrato per un massimo di 12 cicli (circa otto mesi) in pazienti con DBCL recidivante o refrattario  che avevano ricevuto almeno due precedenti linee di terapia, è in grado di mantenere risposte complete durate nel tempo. Infatti, dopo un tale follow-up mediano a lungo termine, il 55% dei pazienti con una risposta completa era ancora in remissione a 24 mesi.
La maggior parte di questi pazienti è rimasta libera da progressione ed era ancora in vita 18 mesi dopo aver completato il trattamento.  L’efficacia è mantenuta anche nei pazienti più compromessi che avevano ricevuto in precedenza le CAR-T.
Glofitamab risulta inoltre ben tollerato. L’evento avverso più comune è stato la sindrome da rilascio citochinico ma limitata al ciclo 1 e gestibile. Le discontinuazioni per eventi avversi sono state rare e solo nel 2,8% dei pazienti.

L’approvazione da parte di AIFA dell’anticorpo bispecifico glofitamab rappresenta un traguardo significativo nella lotta contro il linfoma diffuso a grandi cellule B, uno dei tumori ematologici più diffusi. Questo tipo di linfoma presenta sfide terapeutiche considerevoli, con un numero importante di pazienti che non traggono beneficio dagli attuali standard di cura”, ha aggiunto Carmelo Carlo-Stella, Professore Ordinario di Ematologia presso l’Humanitas University.  “I dati provenienti dagli studi clinici dimostrano che glofitamab è in grado di mantenere le remissioni in molti pazienti pesantemente pretrattati, offrendo così una nuova speranza. Grazie alla sua progettazione mirata, che coinvolge il CD20 sulle cellule B maligne e il CD3 sulle cellule T, la molecola attiva una risposta immunitaria specifica contro le cellule tumorali. Possiamo considerare questo progresso terapeutico una vera e propria svolta per i pazienti con questa patologia”.

Bibliografia. Dickinson MJ et al. Glofitamab for relapsed or refractory diffuse large B-cell lymphoma. N Engl J Med 2022;387(24):2220-2231.