
L’aggiunta dell’anticorpo bispecifico CD3xCD20 epcoritamab al regime standard di seconda linea costituito da rituximab e lenalidomide (R2) determina un beneficio clinicamente e statisticamente significativo nei pazienti con linfoma follicolare recidivante o refrattario, migliorando in modo rilevante la sopravvivenza libera da progressione e i tassi di risposta rispetto al solo regime R2.
Questo emerge dai risultati dello studio di fase 3 EPCORE FL-1, presentati al 67° congresso annuale dell’American Society of Hematology e pubblicati in contemporanea su The Lancet.
Con un follow-up mediano di 14,8 mesi, la combinazione epcoritamab più R2 ha ridotto del 79% il rischio di progressione o morte rispetto al controllo, con una mediana di PFS non stimabile nel braccio sperimentale contro 11,7 mesi nel gruppo R2 (HR 0,21; IC 95% 0,14-0,31; P < 0,0001); i tassi stimati di PFS a 16 mesi sono risultati 85,5% vs 40,2%. Anche l’altro endpoint primario, il tasso di risposta obiettiva, è stato significativamente superiore con l’aggiunta del bispecifico (95,1% vs 79,2%; P < 0,0001), con una concordanza del 94% tra valutazione dell’IRC e degli sperimentatori.
EPCORE FL-1 è un trial multicentrico, internazionale, randomizzato e in aperto che ha arruolato 488 pazienti con linfoma follicolare CD20-positivo di grado 1-3a e stadio II–IV, già trattati con almeno una linea contenente un anticorpo anti-CD20 e un agente alchilante, randomizzati a trattamento a durata fissa con epcoritamab più R2 oppure R2 da solo per un massimo di 12 cicli; epcoritamab è stato somministrato per via sottocutanea con dose escalation iniziale, quindi settimanale nei cicli 2–3 e mensile dal ciclo 4 al 12.
Tra gli endpoint secondari, la combinazione con epcoritamab ha mostrato una netta superiorità, con tasso di risposta completa dell’82,7% vs 49,8% (P < 0,0001), maggiore durata della risposta e ridotta necessità di terapie successive, tanto che a 16 mesi il 92,8% dei pazienti nel braccio sperimentale non aveva richiesto ulteriori trattamenti anti-linfoma rispetto al 64,9% dei controlli.
I dati di sopravvivenza globale non sono ancora maturi, ma è emerso un trend favorevole (HR 0,38; IC 95% 0,18-0,80; P = 0,0039), con tassi di OS a 16 mesi del 95,8% vs 88,8%.
Dal punto di vista della sicurezza, il regime con epcoritamab è risultato associato a una maggiore incidenza di eventi avversi di grado 3–4 (principalmente neutropenia e infezioni), senza evidenze di tossicità neurologica né di CRS di grado elevato, supportando la somministrazione ambulatoriale.
Secondo il primo autore Lorenzo Falchi (Memorial Sloan Kettering Cancer Center), questi risultati indicano che l’aggiunta di epcoritamab a R2 aumenta profondità e durata della risposta e potrebbe configurarsi come un nuovo standard terapeutico, rafforzando il paradigma chemo-free nel linfoma follicolare.
Sulla base dei dati di EPCORE FL-1, nel novembre 2025 la Food and Drug Administration ha approvato epcoritamab in combinazione con R2 per il trattamento del linfoma follicolare recidivante o refrattario; il follow-up prosegue per definire il beneficio a lungo termine e ulteriori studi sono in corso nel setting di prima linea e come monoterapia.
Bibliografia:
Falchi, et al. Primary phase 3 results from the EPCORE- FL-1 trial of epcoritamab with rituximab and lenalidomide (R2) versus R2 for relapsed or refractory follicular lymphoma. Blood. 2025;146(S1):466.
Falchi, et al. Epcoritamab, lenalidomide, and rituximab versus lenalidomide and rituximab for relapsed/refractory follicular lymphoma (EPCORE FL-1): a global, open-label, randomised, phase 3 trial. Lancet. Published online December 7, 2025. doi:10.1016/50140-6736(25)02360-8.





