Mieloma multiplo R/R: con Tec-Dara riduzione dell’83% il rischio di progressione

By Dicembre 9, 2025No Comments
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I pazienti con mieloma multiplo recidivato o refrattario (R/R) trattati con una combinazione di teclistamab, un anticorpo monoclonale bispecifico, e daratumumab, anticorpo monoclonale diretto contro CD38, hanno mostrato una probabilità superiore dell’83% di essere vivi senza progressione della malattia rispetto a coloro che hanno ricevuto le terapie standard di seconda linea. È quanto emerge dai risultati di un nuovo studio presentato al 67° Congresso annuale dell’American Society of Hematology (ASH).

Si tratta del primo trial a valutare un anticorpo bispecifico già al primo episodio di recidiva dopo la terapia iniziale per il mieloma multiplo. I ricercatori suggeriscono che la combinazione Tec-Dara potrebbe rappresentare un nuovo standard terapeutico per i pazienti con malattia R/R.

«Siamo rimasti sorpresi dall’entità del beneficio, non ci aspettavamo una differenza così marcata», ha dichiarato la ricercatrice principale María-Victoria Mateos, MD, PhD, ematologa e docente all’Università di Salamanca. «Sono i migliori risultati mai osservati nei pazienti con mieloma R/R dopo una sola linea di terapia. I pazienti vivranno più a lungo e senza un peggioramento della qualità di vita».

Il trial ha arruolato 587 pazienti di età mediana pari a 64 anni, già trattati con una o fino a tre linee terapeutiche. I partecipanti sono stati randomizzati a ricevere la combinazione Tec-Dara oppure le terapie standard di seconda linea, vale a dire daratumumab con desametasone più pomalidomide oppure daratumumab con desametasone più bortezomib.

Il follow-up mediano è stato di quasi 35 mesi. La sopravvivenza libera da progressione (PFS) a 36 mesi, obiettivo primario dello studio, è risultata pari all’83,4% con Tec-Dara e al 29,7% con i regimi DPd/DVd.

Il trattamento sperimentale ha inoltre mostrato tassi di risposta completa o migliore pari all’81,8% contro il 32,1% del gruppo di controllo, negatività della malattia minima residua (MRD) nel 58,4% dei pazienti rispetto al 17,1% del gruppo di confronto, una sopravvivenza globale a 36 mesi dell’83,3% contro il 65,0% nel gruppo standard.

Gli eventi avversi di grado 3-4 sono risultati comparabili tra i gruppi, con il 95,1% dei pazienti nel braccio Tec-Dara e il 96,6% nel braccio di controllo, le infezioni sono risultate più frequenti nel gruppo Tec-Dara, con un’incidenza del 96,5% rispetto all’84,1%, e si è osservata una sindrome da rilascio di citochine (CRS) di grado 1-2 nel 60,1% dei pazienti trattati con la combinazione.

Lo studio non ha incluso pazienti refrattari a daratumumab, ma un piccolo gruppo (5%) che lo aveva già ricevuto in prima linea ha comunque tratto beneficio da Tec-Dara.
Secondo Mateos, studi futuri chiariranno quali pazienti traggono il massimo vantaggio da Tec-Dara e come posizionarlo rispetto ad altre combinazioni con anticorpi bispecifici attualmente in valutazione.