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MM di nuova diagnosi, interessanti outcome dallo studio PERSEUS

By Gennaio 26, 2024No Comments
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Importanti conferme per l’anticorpo monoclonale anti-CD38 daratumumab giungono dagli outcome dello studio di fase 3 PERSEUS, presentati all’ultima edizione dell’ASH Meeting e pubblicati sul New England Journal of Medicine.

In questo studio, infatti, l’aggiunta di daratumumab sottocute alla tripletta formata da bortezomib, lenalidomide e desametasone ha dimostrato di migliorare gli outcome in questa popolazione di pazienti rispetto alla sola tripletta VRd. In particolare, l’induzione con la quadrupletta Dara-VRd, seguita dal trapianto autologo, dal consolidamento con Dara-VRd e da un mantenimento con daratumumab e lenalidomide ha migliorato in modo significativo i tassi di risposta e di sopravvivenza libera da progressione  rispetto all’induzione con VRd, il trapianto e il consolidamento con VRd, seguiti dal mantenimento con la sola lenalidomide.
Nel braccio trattato con la quadrupletta si è osservata, infatti, una riduzione del rischio di progressione o morte quasi del 60%, con quasi il 20% in più di risposte complete o risposte complete stringenti, rispetto alla tripletta. Inoltre, misurando la malattia minima residua con una sensibilità di 10-6, il tasso MRD-negatività è risultato più che raddoppiato, e superiore al 65%, nei pazienti trattati con Dara-VRd.

Lo studio PERSEUS ha incluso 709 pazienti adulti con mieloma multiplo di nuova diagnosi di età compresa fra i 18 e i 70 anni e idonei a ricevere chemioterapia ad alte dosi e trapianto autologo di staminali. Inoltre, i pazienti dovevano avere un performance status ECOG non superiore a 2. I partecipanti sono randomizzati 1:1 a ricevere il trattamento con Dara-VRd o la sola tripletta VRd. Tutti hanno effettuato quattro cicli di VRd come trattamento di induzione prima del trapianto e due cicli di VRd come consolidamento post-trapianto, seguiti da un mantenimento con lenalidomide fino a progressione di malattia. In più, i pazienti del braccio assegnato alla quadrupletta sono stati trattati anche con daratumumab settimanalmente nei primi due cicli, ogni 2 settimane nei cicli dal terzo al sesto e ogni 4 settimane durante la terapia di mantenimento fino alla progressione della malattia o al raggiungimento della negatività dell’MRD.

L’endpoint primario dello studio era la PFS, mentre gli endpoint secondari comprendevano il tasso complessivo di risposta completa o migliore (risposta completa stringente), il tasso di MRD-negatività e la sopravvivenza globale.
Le caratteristiche di base dei partecipanti erano ben bilanciate nei due bracci. A un follow-up mediano di 47,5 mesi, l’89,5% dei pazienti nel braccio assegnato alla quadrupletta e l’86,2% in quello di controllo avevano completato l’induzione e il consolidamento; rispettivamente l’89,7% e l’87,% sono stati sottoposti al trapianto autologo e rispettivamente il 91,7% e l’86,5% hanno iniziato la terapia di mantenimento.

Ad un follow-up di 47,5 mesi, i tassi stimati di PFS a 48 mesi sono risultati dell’84,3% nel braccio Dara-VRd contro 67,7% nel braccio VRd, con una riduzione significativa del rischio di progressione o morte, pari al 58%, a favore del trattamento con la quadrupletta (HR 0,42; IC al 95% 0,30-0,59; P < 0,0001).

Inoltre, il tasso complessivo di risposta completa o migliore è risultato dell’87,9% nel braccio sperimentale contro il 70,1% del braccio di controllo (OR 3,13; IC al 95% 2,11-4,65; P < 0,0001).

Anche il tasso di MRD-negatività è risultato superiore per i pazienti trattati con la quadrupletta. Quando l’MRD è stata misurata con una sensibilità pari a 10-5, il tasso di MRD-negatività è risultato del 75,2% con Dara-VRd contro il 47,5%  ottenuto con VRd,, mentre quando la valutazione è stata effettuata con una sensibilità pari a 10-6, il tasso di MRD-negatività è risultato  del 65,1% vs 32,2%. Inoltre, il tasso di MRD-negatività (misurata con una sensibilità pari a 10-5) mantenuta per almeno 12 mesi è risultato più che raddoppiato nel braccio sperimentale rispetto a quello di controllo: 64,8% contro 29,7%.

I dati di OS erano immaturi al momento dell’analisi, ma si è osservata una tendenza verso un miglioramento di questo endpoint con la quadrupletta. Ci sono stati 34 decessi nel braccio Dara-VRd e 44 nel braccio VRd. Il profilo di sicurezza della quadrupletta è risultato coerente con quelli già noti di daratumumab sottocute e della tripletta VRd.

“Questi dati evidenziano l’efficacia della combinazione con daratumumab per i pazienti con mieloma multiplo di nuova diagnosi idonei al trapianto”, ha affermato Pieter Sonneveld, dell’Erasmus MC Cancer Institute di Rotterdam, primo autore dello studio. Inoltre, ha sottolineato l’autore, “il 64% dei pazienti sottoposti al mantenimento nel braccio assegnato a Dara-VRd ha potuto interrompere il trattamento con  l’anti-CD38 dopo avere raggiunto una MRD-negatività duratura”.

Bibliografia:

Sonneveld P, et al. Phase 3 randomized study of daratumumab + bortezomib, lenalidomide, and dexamethasone versus VRd alone in patients with newly diagnosed multiple myeloma who are eligible for autologous stem cell transplantation: primary results of the Perseus Trial. Blood 2023;142 (S2):LBA-1.

Sonneveld P, et al. Daratumumab, bortezomib, lenalidomide, and dexamethasone for multiple myeloma. New Engl J Med 2023; doi: 10.1056/NEJMoa2312054.