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Da Torino a Bari, torna la “Pedalata Arcobaleno della Speranza”

By Maggio 3, 2024Maggio 7th, 2024No Comments
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Torna, anche quest’anno, la “Pedalata Arcobaleno della Speranza“, iniziativa nata con l’obiettivo di testimoniare l’importanza dell’attività fisica per migliorare la qualità di vita dei pazienti oncoematologici e sensibilizzare medici, operatori sanitari e  pazienti.
Roberto Laudati, medico ematologo, nel dicembre 2021 si è ammalato di linfoma non Hodgkin. Durante le terapie non ha mai smesso di fare attività fisica. Il 4 maggio partirà, insieme ad altri  “compagni d’avventura”, dall’Ematologia pediatrica di Torino, in sella alla sua bici, per raggiungere Bari il giorno 11 maggio, alla volta dell’ Ematologia dell’ IRCCS Giovanni Paolo II.

La “Pedalata Arcobaleno della Speranza” prevede un viaggio in 8 tappe e oltre 1100 chilometri.

“Nel dicembre 2021 ho ricevuto la diagnosi che ha cambiato la mia vita, da medico mi sentivo invulnerabile, racconta Laudati, passare dal curare all’essere curato cambia del tutto il proprio punto di vista, ero io quello che dava indicazioni e prescrizioni e mi sono ritrovato a dover attraversare, da protagonista, il percorso diagnostico e di cura. Ma ho deciso di non lasciarmi abbattere e di intraprendere quest’avventura: ho iniziato un programma di attività fisica che mi ha notevolmente aiutato nel contrastare gli effetti collaterali della terapia e, spero, la malattia stessa”.

Le diagnosi leucemia, linfoma e mieloma sono in aumento a causa dell’invecchiamento generale della popolazione ma le speranze di vita sono maggiori: il 40-­50% dei malati può addirittura aspirare alla guarigione. Inoltre, i notevoli progressi della medicina hanno fatto sì che molte delle malattie considerate mortali si siano trasformate in croniche. Complessivamente in Italia, circa 2 milioni e 250mila gli italiani che vivono con una diagnosi di tumore .

L’attività motoria, anche per chi si sottopone alla chemioterapia, è fondamentale non solo per migliorare la qualità di vita dei pazienti ma anche per prevenire gli effetti collaterali delle terapie antitumorali nel lungo termine. Un’attività fisica personalizzata sulle caratteristiche del paziente, che nelle prime 8-­12 settimane deve essere seguito da un “allenatore esperto”, riesce a restituire buona parte della perdita di efficienza fisica, psicologica e mentale e pone le basi per la prevenzione di altre complicazioni”, spiega Maria Christina Cox, ematologa presso l’Azienda Ospedaliera-­Universitaria Policlinico Tor Vergata di Roma e docente di esercizio fisico adattato nei pazienti Oncologici, presso l’Università Telematica San Raffaele.

Numerosi studi hanno dimostrato che le persone che hanno avuto un tumore e si sono mantenute fisicamente attive manifestano una maggiore aderenza alle terapie, presentano un minor rischio di recidive e un aumento della sopravvivenza rispetto alle persone inattive.

“La pedalata ha un duplice obiettivo, afferma Maria Stella Marchetti, Presidente de L’Arcobaleno della Speranza Odv. Sensibilizzare medici, operatori sanitari e pazienti sull’importanza dell’attività fisica e raccogliere fondi per finanziare due borse di studio destinate ad esperti di scienze motorie per realizzare un progetto di esercizio fisico adattato ai pazienti onco-ematologici.

Per la pedalata verranno utilizzate due biciclette a pedalata assistita, adatte anche per chi non ha pratica di esercizio fisico; una delle due biciclette verrà utilizzata da Roberto mentre sull’altra si alterneranno alcuni amici ciclisti.

Riproponiamo intanto il video realizzato per l’iniziativa l’anno scorso.